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Stelida: sorgente di selce e santuario sulla vetta

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Stelida è caratterizzata, dal punto di vista archeologico, da una preistoria insolitamente lunga. La sorgente di selce, un santuario sulla vetta e i reperti scoperti sul posto aprono diverse prospettive sul passato del luogo. Particolarmente significativo è il cambiamento di scala: da un utilizzo protrattosi per millenni alle dimensioni concrete di un edificio e a singoli oggetti. È così possibile ricostruire il profilo archeologico di Stelida attraverso la durata, l’architettura e il contesto dei reperti.

Una lunga preistoria

La sorgente di selce fu utilizzata dal Paleolitico inferiore fino al Mesolitico, all’incirca dal 250.000 al 7000 a.C. Questo arco di tempo abbraccia due fasi della preistoria molto distanti tra loro. Uno sguardo ulteriore si spinge ai periodi freddi del Pleistocene: vi sono forti indizi di visite ripetute da parte di antiche specie pre-sapiens. La lunga durata dell’utilizzo della sorgente e le visite ricorrenti sono quindi due distinti temi archeologici.

Il santuario sulla vetta: materiali e dimensioni

L’edificio del santuario sulla vetta è costruito con noduli locali di selce, detta anche pietra focaia, e misura 7 × 6 m. La selce ricorre così in due contesti archeologici: nella denominazione della sorgente e come materiale da costruzione locale del santuario. Le dimensioni danno all’edificio una scala concreta; insieme al materiale, ne rendono tangibile l’aspetto architettonico.

Durante gli scavi del santuario sulla vetta sono state scoperte deposizioni rituali di coppe coniche e ciottoli, oltre a resti di cibo nei loro luoghi di ritrovamento originari. Le coppe sono descritte come coniche; i ciottoli e i resti di cibo aggiungono altre tipologie di reperti alle deposizioni. Poiché i reperti sono stati scoperti nei loro luoghi di ritrovamento originari, anche la loro posizione fa parte del contesto archeologico. Gli oggetti e il contesto dei ritrovamenti sono qui due aspetti strettamente connessi.

Gli oggetti e la loro interpretazione

Tra gli oggetti usati a scopo cultuale o come offerte sono stati trovati un mestolo di pietra, figurine antropomorfe in bronzo e un’impronta di piede in bronzo. «Antropomorfo» significa simile a una figura umana e aiuta a distinguere le figurine, come gruppo di oggetti a sé, dall’impronta di piede. Gli oggetti sono stati scoperti nell’edificio del santuario sulla vetta o nei suoi dintorni; erano precipitati lungo il pendio. Materiale, forma e posizione del ritrovamento sono quindi dettagli che caratterizzano questi reperti.

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Il santuario sulla vetta di Stelida appartiene al ristretto gruppo dei santuari minoici sulla vetta situati al di fuori di Creta. Questa classificazione amplia lo sguardo sul singolo edificio, collocandolo in un contesto più ampio. Il santuario può essere considerato sia attraverso le sue dimensioni e i suoi reperti specifici, sia attraverso la sua appartenenza a questo piccolo gruppo.

Un punto d’interesse archeologico per pianificare il viaggio

Se nella scelta della meta delle vacanze vuoi tenere conto anche della preistoria, Stelida offre un chiaro punto di riferimento: il suo profilo archeologico spazia dall’uso prolungato della sorgente di selce a un santuario sulla vetta con reperti concreti e una propria classificazione. Cercando un appartamento vacanze, puoi quindi considerare Stelida come una destinazione caratterizzata da un forte interesse storico-culturale.

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