Poggio Sommavilla: archeologia tra sito di ritrovamento e museo
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Poggio Sommavilla è noto per i reperti archeologici, il cui arco temporale va dalla preistoria alla tarda antichità. Questa storia si manifesta in modo particolarmente vivido nella Fiaschetta: il pendente in ceramica marrone collega un preciso contesto di ritrovamento a un’iscrizione considerata il più antico esempio di scrittura sabina. Per un viaggio, ne emerge un chiaro filo conduttore culturale: dalla necropoli ai reperti funerari, fino alla loro classificazione nei musei.
Reperti funerari provenienti da diverse fasi di scavo
Durante gli scavi del XIX secolo furono scoperte circa dieci tombe nell’area archeologica. Tra il 1983 e il 1986, un’altra campagna di scavi portò alla luce altre 48 tombe. Alcune presentano influenze etrusche. Le circa dieci tombe del XIX secolo e le altre 48 della campagna successiva segnano due diverse tappe della ricerca. La campagna del 1983-1986 portò alla luce molte più tombe rispetto al numero approssimativo dei ritrovamenti del XIX secolo; il riferimento alle influenze etrusche aggiunge a questi dati quantitativi un elemento di inquadramento culturale.
La Fiaschetta: anno del ritrovamento e periodo di realizzazione
La Fiaschetta è un pendente amuleto in ceramica marrone. Reca un’iscrizione del VII secolo a.C., considerata il più antico esempio di scrittura sabina. Il pendente fu ritrovato nel 1895 tra gli oggetti funerari della tomba III, nella necropoli del centro arcaico di Poggio Sommavilla. Questo reperto permette di distinguere la datazione dell’oggetto, l’anno del ritrovamento e il contesto in cui fu rinvenuto: il VII secolo a.C. indica il periodo a cui risale l’oggetto, mentre il 1895 è l’anno della sua scoperta. Chi si interessa alla storia dei ritrovamenti può così avvicinarsi concretamente ai diversi livelli temporali di un oggetto archeologico.
Reperti a Magliano Sabina e Rieti
I reperti provenienti da Poggio Sommavilla sono esposti nei musei civici di Magliano Sabina e Rieti. Il Museo Civico Archeologico di Magliano Sabina si trova a Palazzo Gori, in Via Sabina 19. Una parte del secondo piano è dedicata ai reperti dell’area archeologica di Poggio Sommavilla. Nella sala 12 del Museo Civico Rieti, i reperti della necropoli illustrano il periodo dall’epoca arcaica alle soglie della romanizzazione. Le descrizioni delle due collezioni mettono in risalto aspetti diversi: a Magliano è protagonista una parte dei materiali ritrovati nell’area, mentre a Rieti lo è il periodo storico illustrato dai reperti della necropoli. Se avete in programma una visita ai musei, prima di partire verificate le informazioni aggiornate sulle visite presso ciascuna struttura.
Sito di ritrovamento, itinerario culturale e pianificazione del viaggio
Presso la necropoli di Poggio Sommavilla non sono visibili resti sul posto. Il legame con il luogo si comprende quindi attraverso la storia dei ritrovamenti e le collezioni museali, non tramite resti architettonici visibili nella necropoli. La Via dei Sabini è concepita come itinerario culturale: il percorso dovrebbe collegare i musei di Magliano Sabina e Fara Sabina e passare accanto alla necropoli. Se desiderate seguire questo itinerario per un’escursione concreta, verificate in anticipo che sia attualmente percorribile.
La stazione ferroviaria Collevecchio-Poggio Sommavilla si trova sulla linea Fiumicino–Orte. Se state valutando di arrivare in treno, controllate gli orari aggiornati prima di partire. Per cercare una casa vacanze, può essere utile definire innanzitutto le priorità del programma: volete includere le collezioni di Magliano Sabina e Rieti, esplorare la storia dei ritrovamenti della necropoli o prendere in considerazione la Via dei Sabini, un itinerario concepito come percorso culturale?
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