Alomartes: sentieri, sorgenti e storia rurale
Alloggi a Alomartes
Alomartes si trova ai piedi della Sierra de Parapanda e unisce il paesaggio montano alle testimonianze della storia rurale e della cultura tramandata. Il paese è attraversato dall’itinerario provinciale «La última frontera».
Natura
L’itinerario Área Recreativa de Alomartes–Cerro de los Santos inizia nell’area ricreativa, conduce alla Cueva del Agua, nel punto più alto del percorso, e successivamente al belvedere Cuesta de Cambril, sul versante della Sierra de Parapanda. L’Área Recreativa de Alomartes si trova all’uscita del paese in direzione di Íllora, a circa 1 chilometro dal centro abitato, ed è raggiungibile tramite una strada sterrata.
Il percorso attraversa una pineta rimboschita con alcuni mandorli, oltre a torvisco, aulaga e piante aromatiche come timo, rosmarino e lavanda. Cañá Honda è una zona molto umida, ricca di muschi, licheni e felci. La Cueva del Agua è considerata una formazione geologica, raggiungibile durante la discesa dal Cerro de los Santos.
Il belvedere Cuesta de Cambril si trova sul versante meridionale della Sierra de Parapanda, ai margini di una pineta che circonda il centro abitato di Alomartes. Da uno dei belvedere dell’itinerario, la vista spazia su Alomartes, sui terreni coltivati del paese e sulle catene montuose circostanti. Da questa zona del Cerro de los Santos venivano trasmessi segnali alla fortezza di Íllora, visibile in lontananza. Le diverse tappe possono essere interpretate, nella pianificazione personale, come una sequenza di bosco, formazione geologica, belvedere e paesaggio.
Cultura
Sul Cerro de los Santos si trova l’«Hoyo de la Bandera», ricavato nella roccia, che potrebbe essere servito per inserire un’asta portabandiera. La Fuente de Alomartes è una sorgente naturale proveniente dalla Sierra de Parapanda, attorno alla quale è stato realizzato un parco. Convogliava l’acqua attraverso una acequia fino alla Molino de la Torre.
La Fuente de Los Caños si trova lungo la strada del cimitero di Alomartes, accanto alla Finca del Molino del Rey, nella pedanía di Alomartes. In quanto fonte pubblica, dispone di due bocche metalliche con flusso d’acqua irregolare e di una piccola vasca.
Ad Alomartes la festa in onore di Ntra. Señora de los Dolores si celebra all’incirca nel secondo fine settimana di agosto. La Jota de Alomartes appartiene al gruppo dei «robaos» o «cortijeros», una variante dei fandangos caratteristica di questa zona. La sua esecuzione durante le feste e le celebrazioni annuali è documentata fin dal XIX secolo.
Storia
Alomartes nacque come insediamento rurale nel XIV secolo; l’abitato è menzionato come Alquería (qarya) con il nome di Allūmartiš. Un mulino di origine araba è ben conservato. Tra gli elementi conservati figurano la condotta di adduzione, i cárcavos, il socaz e l’interno.
L’ex proprietario del mulino allestì una collezione etnografica di oggetti popolari della vita quotidiana di un tempo. Un’opera neoclassica fu progettata nel 1781 da Domingo Lois de Monteagudo; la direzione dei lavori fu affidata all’architetto Francisco Aguado. Il dipinto «Adoración de los Pastores» di Juan Melgarejo è datato al 1703.
Alla panoramica di viaggio sovraordinata: Illora.